Dopo l’enorme successo di pubblico e di critica della prime tre edizioni del festival dedicate alle contaminazioni della musica sacra contemporanea, alla musica del mediterraneo e al dialogo tra la musica orientale e quella occidentale, la nuova edizione di Contaminazioni Contemporanee ritornerà alle origini e sarà dedicata alla musica Sacra Contemporanea.
“L’estasi musicale è un ritorno all’identità, all’originario, alle radici prime dell’esistenza. In essa sopravvive solo il ritmo puro, la corrente immanente e organica della vita. Da qui hanno inizio tutte le rivelazioni” E.M.Cioran
La musica combatte contro il tempo che ci fa vivere e ci uccide, lo espande, ci porta altrove, ci porta “prima del tempo”, ci aiuta a lottare contro l’assurdo della condizione umana, promuove la vita che è l’espressione più alta del Sacro. La musica sacra è parte integrante della nostra formazione, è stata ed è stimolo per avvicinarsi al sacro ed al divino, è un linguaggio universale che ci “descrive” attraverso le note l’altro, l’innominabile, il divino. Il sacro, per l’essere umano, è una realtà incontestabile, non è possibile incontrare un uomo che in una forma o nell’altra non abbia mai fatto l’esperienza del sacro. La musica, oggi più che mai, è un collante che lega i due mondi, il nostro naturale e “l’altro”. Un ponte fra due regni. La musica ha il potere di ricomporre una realtà a cui poter dare un significato superiore, come diceva Sant’Agostino la musica contribuisce ad “innalzare l’anima alle realtà più alte e più pure”. Non c’è sacro senza l’uomo. Se il nostro lato mortale ci impedisce l’accesso diretto al sacro, alla pienezza, una parte di essa può raggiungerla attraverso l’arte della musica. Cosi come nei festival di musica sacra tradizionali, si è perpetuato il patrimonio classico della musica liturgica, è giunto ora il momento di creare una vetrina che promuova le nuove produzioni musicali dedicate al sacro ed alla spiritualità. Contaminazioni Contemporanee dedicato alla musica sacra vuole essere un festival nel quale presentare opere musicali di recente produzione, di repertorio o novità assolute per il pubblico italiano per far diventare patrimonio comune le nuove voci del sacro e della spiritualità contemporanea, dove le sfumature e le contaminazioni diventano interpretazione e profonde riflessioni sul tema del sacro oggi. Se l’arte è per eccellenza “comunicazione”, comunicazione del sapere è anche riunire in un solo luogo il compositore, l’interprete e l’ascoltatore. L’ora dell’esecuzione diventa il rito smarrito, l’ora del sacro.
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